giovedì 13 maggio 2010

Conto multiplo


Le Banche di Credito Cooperativo e le Casse Rurali italiane sono 440 in tutta Italia. Sono presenti in circa 2.600 comuni ed in 98 province. La clientela è soprattutto composta da famiglie e da piccole e medie imprese. La prima Cassa Rurale fu quella di Loreggia fondata da Leone Wollemborg nel 1883“per promuovere lo sviluppo economico “.Ad oggi il movimento del Credito Cooperativo vanta 3600 sportelli sparsi per la penisola ed ha raggiunto la terza posizione per patrimonio . La Bcc di Roma fu fondata nel 1956 da 38 cittadini che vollero dar vita ad una cooperativa di credito chiamata Cassa Rurale e Artigiana dell’Agro Romano trasformata poi negli anni 80 nella prima Bcc di Roma.Il primo sportello al pubblico fu posto in un retrobottega dietro una stazione di servizio al 18° km. della Via Casilina . Ora si contano circa 20 mila soci, 1.200 dipendenti e 160 filiali. La Banca di Credito Cooperativo di Roma è un’azienda che opera nel Lazio e in Abruzzo. Ne è Presidente dal 2000 Francesco Liberati, già dipendente della Banca dal 1961 sino alla carica di Direttore Generale. Tra i 20.000 soci sono presenti il Comune di Roma, la Regione Lazio, la Provincia di Roma e la Provincia dell’Aquila, a testimonianza del ruolo territoriale della Banca e della collaborazione sperimentata con la realizzazione di numerosi programmi di sostegno alle imprese e di inclusione finanziaria per le persone bisognose.
Abbiamo incontrato Emanuele Formiconi della Filiale 5 sita in via Lucrezio Caro 65 che ci ha evidenziato , tra le numerose iniziative della banca ,una interessante soluzione per i clienti : il conto “ Multiplo”. Il Multiplo Bcc è un conto modulare, dedicato alle famiglie e alle persone fisiche che, a fronte di un costo fisso mensile comprende servizi appropriati al modulo che il cliente abbina al modulo base. I singoli moduli ognuno ad un prezzo prefissato sono cumulabili liberamente dal richiedente, secondo le sue specifiche necessità.
Il cliente può accostare al prodotto Multiplo BCC Base uno o più dei seguenti moduli:

o Modulo Operatività, che associato al prodotto base genera l’offerta Più;
o Modulo Investimento, che associato al prodotto base o al modulo operatività genera l’offerta Investo o Investo Più;
o Modulo Finanziamento, che associato al prodotto base o al modulo operatività genera l’offerta Credito o Credito Più.
Il costo mensile totale dell’offerta è dato pertanto dal totale del costo dei singoli moduli che il cliente ha deciso di unire.
I prodotti che la clientela può formare, tramite l’abbinamento dei moduli all'apertura del c.c personale, sono i seguenti:

o Multiplo Bcc Base - include la carta di debito e 30 operazioni gratuite al trimestre;
o Multiplo Bcc Più – include la carta di debito, la carta di credito, il servizio home banking e operazioni gratuite illimitate;
o Multiplo Bcc Investo - si aggiungono ai servizi inclusi nel modulo base con un tasso avere piu' alto la carta di credito tipologia “Gold”, il servizio home banking e spese di custodia titoli gratuite;
o Multiplo Bcc Credito - si aggiungono ai servizi inclusi nel modulo base la carta di credito a scelta a saldo o rateale, la carta prepagata e la possibilita' di apertura di mutuo chirografario Specialcredito Multiplo BCC;
o Multiplo Bcc Investo Più -si tratta di un mix delle migliori tra le condizioni dei tre moduli Base, Piu' ed Investo;.
o Multiplo Bcc Credito Più - si tratta di un mix delle migliori tra le condizioni dei tre moduli Base, Piu' e Credito;
o Multiplo Bcc Investo Credito -si tratta di un mix di condizioni dei due moduli Investo e Credito;
o Multiplo Bcc Investo Credito Più - si tratta di un mix delle migliori tra le condizioni dei due moduli Investo Piu' e Credito Piu'.
Questa è il nuovo sistema che BCC di Roma propone alla clientela per fornire servizi base e anche di consulenza a condizioni di costo contenuto, pagando per i soli servizi richiesti espressamente.
Ringraziamo il direttore del tempo dedicatoci e invitiamo i nostri lettori …. perché no........a conoscere il Credito Cooperativo........

Federica Pansadoro


"Messaggio pubblicitario con finalità promozionale”.
Per le condizioni contrattuali del prodotto illustrato e per quanto non espressamente indicato è necessario fare riferimento ai Fogli Informativi che sono a disposizione dei clienti, su supporto cartaceo, presso tutte le Agenzie della nostra Banca e sul sito www.bccroma.it"




martedì 11 maggio 2010

Le mille miglia


Si è svolta dal 6 al 9 maggio 2010 la “mille miglia” ,la gara di auto d epoca tanto cara agli appassionati di questo genere. La particolare competizione partita giovedì 6 maggio alle 19.30 da Brescia , ha avuto come madrina di questa edizione , l ‘ attrice Anna Falchi. Hanno dato il saluto inaugurale le famose campionesse di sci alpino Daniela Merighetti e Elena e Nadia Fanchini con i giovanissimi vincitori del concorso “Io la partenza delle 1000 miglia la immagino così".Tappe dopo Brescia , la città di Bologna e il borgo medievale di Spoleto . I ministri Franco Frattini e Stefania Prestigiacomo hanno iniziato proprio dalla città umbra la loro gara a bordo di una Alfa Romeo Giulietta del 1929. E proprio a Roma alle 20.30 circa del 7 maggio nella splendida cornice di Castel Sant ‘ Angelo, hanno sfilato le 375 autovetture d’ epoca antecedente il 1957 , seguite da un corteo di 130 Ferrari, attese dal presidente della scuderia di Maranello ,Luca Cordero Di Montezemolo . La serata presentata da un’ elegantissima Milly Carlucci ha visto la presenza di tante illustri personalità del mondo dello spettacolo e della cultura . Il giornalista Massimo Giletti e la conduttrice del programma della Rai “Uno Mattina “ Eleonora Daniele , insieme allo stilista Guillermo Mariotto e all’ attrice Barbara De Rossi hanno potuto trascorrere la serata in compagnia di bolidi fiammanti e vetture antiche da ammirare. La gara è ripartita sabato mattina per quel di Brescia ,fermandosi però a Buonconvento nella provincia di Siena. I partecipanti della singolare corsa sono arrivati al traguardo sabato dopo la mezzanotte. L equipaggio numero 28 condotto da Giuliano Canè e Lucia Galliani , ha vinto la Mille Miglia , La loro macchina era una BMW 328 Coupé Mille Miglia che aveva gareggiato già settanta anni fa. Seconda L Alfa Romeo 6 C 1500 Gran Sport guidata da Mark Gessler e Luciano Viaro .Tra i partecipanti sono rimasti soddisfatti del proprio risultato il cantante dei Pink Floyd ,Nick Mason con la sua Frazer Nash Le Mans del 1949 e il leader del gruppo musicale Jamiroquai Jay Kay a bordo di una Maserati A6G del 1955.


Federica Pansadoro

lunedì 15 marzo 2010

SCOTTISH FOLD






Il gatto dall’ orecchio piegato , è questa la caratteristica della razza felina tipica della Scozia , nata nel 1964 da un incrocio tra il gatto della Manciuria e il british shorthair . Fu, a tutti gli effetti, riconosciuto nel 1974, provando che l orecchio piegato era dovuto ad un gene dominante ,ereditato da uno dei genitori. Il suo pelo , corto ,soffice e molto folto, è generalmente sul grigio ,ma possiamo trovare varianti anche sul bianco beige e rossiccio .Il mantello può presentare striature e tratti ombreggianti. Ha un corpo robusto e muscoloso ed il suo peso varia tra i 3 kg ed i 6 kg. Gli occhi sono grandi e rotondi ,generalmente di un colore che riprende il mantello. Hanno un’ espressione così dolce da invogliare una miriade di coccole. Anche il loro miagolio è armonioso ed i bimbi amano giocarci con oggettini fatti di materiale non tossico per i gatti,generalmente si adopera il lattice .Una curiosità, questi giochi spesso e volentieri sono nascosti dal gattino, inducendo quindi il padrone ad una vera “caccia al gioco “ ! Gli Shottish vogliono a tutti costi partecipare alla vita famigliare e soffrono se lasciati soli per tanto tempo. Non hanno quindi un carattere determinato , ma sono pacifici e si adattano facilmente all’ambiente che lo circonda tanto da far amicizia con i cani. Ama dormire vicino al suo padrone cercando calore e tenerezze. Per quanto riguarda le cure da rivolgergli specialmente durante la muta ,si consiglia di spazzolare il pelo con attenzione ed anche di eliminare delicatamente i peli morti . Le orecchie invece devono essere pulite con una certa costanza. Lo Shottish Fold si nutre con croccantini e con cibo umido. La durata tipica della loro vita è di circa 15 anni. Sono sensibili alla malattia policistica renale (PKD), all'osteocondrite, e alla cardiomiopatia .



Federica Pansadoro

IL BASILICO

La pianta del basilico, Ocymum basilicum, è originaria dell’Asia tropicale poi si è diffusa in Europa, in particolare in Italia e nel sud della Francia .Appartiene al genere Ocimum ed alla famiglia delle Labiatae. Utilizzata in particolar modo in estate come compagno del pomodoro per le diverse ricette di primi e fresche insalate , il suo nome deriva dal greco “Basilikos” ( pianta regale )proprio perché emette un aroma profumatissimo e buono. Le foglie sono ovali di diverse grandezze e forme ,di color verde intenso sino ad arrivare al verde scuro, al porpora . Dalle foglie si estrae l’ olio essenziale ,ricco specialmente di eugenolo e estragolo. L ‘ aromaterapia utilizza quest’ olio in quanto capace di favorire l’ idratazione corporea durante il periodo estivo, ma anche per le capacità stimolanti durante i periodi di studio e quindi di affaticamento intellettivo. Ha anche proprietà diuretiche e digestive . In cucina è noto soprattutto come principale ingrediente del pesto alla genovese


Ricetta per pesto alla genovese

Ingredienti ricetta

• 4 mazzi di Basilico

• 1 spicchio d’ aglio

• 1 cucchiaio di pinoli

• 50 gr di parmigiano

• 50 gr di olio extra-vergine d’oliva

• Un pizzico di sale

Pulire il basilico e schiacciarlo nel mortaio con aglio, pinoli olio e sale, fino a formare una salsa. Alla fine aggiungere il parmigiano.




Federica Pansadoro

giovedì 7 gennaio 2010

Villa Mazzanti e il suo parco


La costruzione svetta nella parte orientale di Monte Mario, il più alto monte, fra i colli della zona della Farnesina. La villa risale al XIX secolo ed è stata progettata dall’ingegner Lucio Mazzanti ,sulle rovine di un vecchio edificio appartenuto alla nobile famiglia Barberini. Per arrivarci bisogna camminare attraverso sentieri tortuosi ,che partono dall’ entrata in via Gomenizza ,o valersi di una scalinata posta a lato. Il casino nobile, è sito in una piazzuola ed è adornato da sedici fontane che ,sono disposte lungo i sentieri e che ci regalano, ancor oggi, dei meravigliosi giochi d ‘acqua ,dal giardino all’inglese e da un laghetto artificiale con in mezzo una capanna rustica, edificata in stile nord Europa. La villa è suddivisa in tre piani e ci sono dodici ambienti. Da mettere in risalto la panoramica loggia architravata, dove si può ammirare la cupola di San Pietro e Roma dall’alto. Sulla balconata spiccano sei colonne con capitelli corinzi in cotto e i disegni a tempera, di autore ignoto ,raffiguranti una serra con piante mediterranee ed esotiche ,ma anche esemplari vegetali frutto di fantasia. Questo luogo ora è protetto da vetrate, proprio per salvaguardare l’opera pittorica murale. I sostegni in vetro sono stati posti a seguito di un restauro del 1993. L’ esterno della villa è di intonaco finto bugnato, arricchito da figure allegoriche ,eseguite con la tecnica del semi fresco ,che ricordano quelle dipinte da Giulio Romano e Giovanni da Udine nella vicina Villa Madama. Il giardino che circonda la villa Mazzanti, si estende per quattro ettari . Si possono trovare ,attorno alla signorile abitazione ,aiuole e roseti , e nel resto, un bosco composto nella maggioranza da noccioleti, lecci, tigli ,oleandri e da varietà di palme e piante tropicali. Anche le specie animali sono molteplici .Tantissimi uccelli quali il falco ,l’ airone e l’upupa sorvolano i visitatori , che incontreranno, inoltre, i roditori come il moscardino e il topo selvatico. Durante l’ anno si organizzano visite notturne per studiare il comportamento di alcuni insetti. La villa con il parco, nel 1967 divenne di proprietà del Comune di Roma . Ora è sede di un ente del Comune che si occupa delle oasi verdi protette della regione Lazio. La riserva, è aperta al pubblico ,difatti nella parte inferiore , è stata costituita un area giochi dove anche i bambini possono divertirsi e fare passeggiate ammirando le bellezze proposte dal luogo.

Federica Pansadoro

venerdì 1 gennaio 2010

Yorkshire terrier



E’ una delle razze canine più diffusa nella nostre case ! Amico fedele e simpatico, ci dona affetto e allegria insieme ad un tocco di creativa giocosità. Il nome della razza deriva dall’ omonima contea inglese dove nacquero i primi allevamenti. Gli esemplari, iniziarono a diffondersi all’ inizio del 800 come cani utilizzati per cacciare i topi dalle miniere di carbone, e per salvare sempre all’ interno di esse, i minatori in difficoltà. Hanno un pelo, di solito, argenteo non tanto lungo , setoso , orecchie a forma di V ,occhi scuri e un nasetto- tartufo ,nero. La dentatura è bianca con chiusura a forbice pressoché perfetta .Per un esemplare con pedigree, il peso non supera i quattro chili. Ama la vita casalinga e difende tutti i componenti della famiglia durante la presenza di estranei nel suo entourage . Si destreggia in corse e acrobazie sui divani e poltrone, amando dormire tra cuscini e coperte perché calde. Il loro cibo preferito è composto soprattutto da carne , preferibilmente bianca insieme a riso ,senza amido, e verdure , quali carote lessate e zucchine. Una buona alimentazione aiuta l’ animale anche a mantenere forte la dentatura e il pelo ad essere lucidissimo. Si consiglia durante il periodo invernale ,l’ uso di un cappottino di lana per evitare malattie da raffreddamento. Il carattere del cane è complesso e andrebbe analizzato a seconda di ciascun esemplare ma nella maggior parte troviamo un comportamento vivace , intelligente , è gran camminatore ed e’ capace di sopportare la solitudine di qualche ora durante il giorno. Sa’ anche essere un eccellente guardiano della nostra dimora ,abbaiando fortemente quando, secondo loro, avvertono il pericolo. Difatti essendo molto diffidenti, concedono la loro fiducia solo dopo una profonda conoscenza della persona. Insomma, un piccolo simpatico amico da coccolare ed essere fieri di avere. Lo Yorkshire, vanta in tutto il mondo un gruppo di numerosissimi ammiratori grazie alla sua capacità di essere compagnone e leale.



Federica Pansadoro

lunedì 23 novembre 2009

BORGO SAN LAZZARO E LA SUA CHIESA


Ai piedi di Monte Mario ,esattamente vicino all’ attuale città giudiziaria,sorge Borgo San Lazzaro ,antico luogo dove i pellegrini provenienti dalla Francia e dal Nord Europa sostavano in cerca di ristoro. Per giungervi, percorrevano la lunga via Francigena chiamata anche via Romea. La strada corrispondeva alla via Cassia e i pellegrini, per evitare le zone vicino al Tevere di difficile percorribilità a causa del fango, deviavano per la via Trionfale, scendendo fino al borgo. Il luogo in esame era composto da una torretta di difesa , una locanda gestita da vignaioli e fornaciai e da una stazione postale. Chi desiderava ,si fermava in preghiera in una cappelletta dedicata a Maria Maddalena, che un medico colpito dalla lebbra e poi guarito fece edificare nel 1118, sotto il pontificato di Gregorio VIII. In seguito fu costruito un lazzaretto e una chiesa detta appunto San Lazzaro dei lebbrosi. Intorno al 1278, un documento ci informa che la chiesa, originariamente ad un'unica navata,fu trasformata a tre navate. All’esterno,oggi, si presenta come una struttura semplice con tetto a spioventi e una lastra di marmo posta sulla facciata con lo stemma del Capitolo Vaticano, in alto un rosone e due finestre monofore . Il pittore Achille Pinelli, figlio del più famoso Bartolomeo, nella sua molteplice produzione di circa 200 acquerelli, disegnò la facciata della chiesa evidenziando un campanile posto a destra in due piani invece dell’ attuale con una campana. All’ interno del luogo sacro si notano 6 colonne con capitelli di stili differenti. Sul soffitto ligneo ci sono tracce di disegni geometrici e sul muro dell’ altare maggiore resti di una scritta “ Salvator mundi salva nos ” con l ' immagine di Dio. Durante il sacco di Roma (1527),la chiesetta fu notevolmente danneggiata e in seguito restaurata per divenire parrocchia filiale di San Pietro fino al 1828. Di qui il degrado sino al totale crollo del lazzaretto per via di forti piogge. Tra il 2002 e il 2004, la Soprintendenza ai beni architettonici ,ne ha voluto elaborare un programma di restauro, cercando di impermeabilizzare il tetto e la pavimentazione e anche di riportare allo splendore per quanto possibile gli antichi affreschi posti sul catino absidale dell’ altare maggiore. Ad ora, San Lazzaro dei Lebbrosi ,è aperta di domenica ,quando si celebra la messa ,alle 10.30 del mattino .I giovani ,in particolare ,vi si recano per venerare la Madonna di Bell’Amore protettrice dei futuri sposi e della famiglia cristiana.

Federica Pansadoro